allieva del corso A del corso di Design Industriale della prof. Cecilia Polidori



lunedì 14 maggio 2012

ANNI ’50


Il boom della grafica
La grande ripresa economica del dopoguerra apre la strada alla comunicazione visiva, che acquista un’identità nuova e definita

Gli anni Cinquanta sono gli anni della ricostruzione e del boom economico. Uno sviluppo che ha un enorme impatto anche sul ruolo della grafica, poiché le aziende iniziano a intuire quanto sia importante investire sulla propria immagine e su quella dei prodotti. La creazione di marchi e logo, di pubblicità e di confezioni coordinate e riconoscibili dal grande pubblico acquista un valore autonomo ed è affidata ad esperti, il cui linguaggio è quello della grafica.

Colore e sobrietà
Lo stile grafico degli anni Cinquanta si basa su fondi di colore omogeneo, sopra ai quali vengono collocate illustrazioni, spesso scontornate, da sole o associate a testi. Da un punto di vista cromatico vengono spesso utilizzate due tinte contrastanti (o complementari, cioè agli opposti nella ruota cromatica e le cui lunghezze d’onda unite danno il bianco nella sintesi additiva), ognuna delle quali è supportata da uno o più colori analoghi, vicini sulla ruota.

L’immagine è ancora al centro
Nei manifesti, negli annunci e nelle pubblicità domina ancora l’immagine figurata, ma a differenza dei motivi più decorativi, prevale un’impostazione con illustrazioni sintetiche e a effetto. Al cartellonismo pittorico dei primi anni del Novecento si sostituisce e si afferma un’immagine più libera, disegnata in maniera informale e sempre attraversata da una vena umoristica e surreale.

Delitto perfetto
Le locandine dei film degli anni Cinquanta sono spesso di tipoi ipttorico, come questa affiche di “Delitto Perfetto” (1954) di Alfred Hitchcock. Ispirata a un momento saliente della pellicola, l’illustrazione è caratterizzata da tinte contrastanti che enfatizzano la drammaticità della scena. Per il titolo è stato scelto uno stile pulito quasi “geometrico” con caratteri in giallo su fondo scuro.

Coca cola
Questo manifesto pubblicitario per la Coca-Cola è un esempio dello stile cromatico degli anni Cinquanta. I due colori principali (il rosso del bollo che racchiude il logo e il verde dello sfondo) sono complementari. A sostegno di queste cromie si trovano da una parte la camicetta e dal’altra la gonna della ragazza, in tinte più tenui, ma analoghe ai principali.


” IL GRAPHIC DESIGN È IL PUNTO D’INTERSEZIONE TRA L’ARTE E LA COMUNICAZIONE.” Philippe Apeloig

L’illustrazione e il disegno diventano uno stile visivo molto condiviso nella pubblicità e negli annunci. È anche una risposta alla sempre maggiore diffusione delle tecniche fotografiche e all’uso delle immagini di ripresa nella comunicazione visiva.

Semplicemente Famoso
Nasce in Svizzera, nel 1957, quello che diventerà uno dei font più famosi e usati al mondo, l’Helvetica. L’idea iniziale è di Edouard Hoffman, della tipografia Haas, il quale decide di aggiornare L’Akzidenz Grotesk ( un carattere risalente al 1896 ), mantenendone però intatto il senso di ordine e pulizia. Hoffman affida al designer Max Miedinger il compito di progettare la nuova versione, battezzata con il nome Neve Haas Grotesk. Il font, estremamente lineare, razionale e neutro, viene tanto apprezzato da diventare il simbolo stesso della grafica elvetica, diffondendosi rapidamente in tutto il mondo e riscuotendo uguale consenso da parte di grafici tradizionali e creativi. Prima di varcare i confini svizzeri la nuova famiglia di caratteri cambia nome ancora una volta, diventando universalmente nota appunto come “Helvetica“.

Dalla rivista: Graficamente – per la pubblicità, la stampa, il web – De Agostini Editore, a. 2011 n.1 pg: 18-19

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